Vorrei aprirmi il petto
a prender questo cuore tra le mani
in un meriggio di confine tra inverno e primavera
lasciarlo là a riscaldarsi un pò.
Su una spiaggia di seta vergine mai calpestata
a un passo dalla battigia
dove il resto dell’onda si perde, si asciuga
sotto merletti ricamati da candide nuvole
tra bianchi gigli di mare e pezzi di legna
restituiti alla terra e là
dimenticati.
E della natura il più puro dei silenzi
stendere un velo leggero
strappato solo
dall’urlo di un solitario gabbiano.

Commenti
Aspettami, arrivo anch'io con due sdraio e qualcuno che ci serva da bere!!... Ti va?...
Bella, bella, Ciccia, ciao e riposati... ^ . ^
Ciao Elisa