E’ finito di piovere.
Un trepido raggio di sole
si specchia nelle minuscole pozze,
trattenute a fatica
da marciapiedi deserti.
Nasce l’arco nel cielo
che d’affanno ancora si copre;
non scorgo colori,
solo sfumature di grigio, di bianco, di nero.
L’albero di Giuda, intanto,
è in attesa che le ore di luce
è in attesa che le ore di luce
allunghino il loro tempo,
a rivestir con l’abito di festa i spogli rami.
Un soffio di vento
deruba l’ultima ostinata foglia
al platano solitario.
Nel parco dimenticato da sorrisi,
lei s' adagia
sull’umida terra profumata d’inverno.
sull’umida terra profumata d’inverno.
Mi copro col mantello
tramato con fili di solitudine
che curva le spalle,
ma non copre il freddo;
il gelo
deforma le ossa
deforma le ossa
ma non è l’inverno.
Sono antiche ragnatele
a impolverare l’anima,
abilmente intessute negli anni.
Se solo parole d’amore
potessero franarle
o un abbraccio stracciarle,
quelle ragnatele,
sorrisi sboccerebbero da queste labbra,
insieme a nuova primavera.

Commenti
Immagini molto belle.
Ciao, Ely...