S’aggrovigliano nell’immoto indugio
segni e parole: nella vuota attesa
repentine schioccano le vedette
del cuore, stemperano le balbuzie
nel fulgido baleno.
Punge il turchese nell’algido cielo
mentr’io rincorro diafani fantasmi
nel frizzante mattino. Il salmodiare
modulato permane sopra neumi
di diuturna distacco.
Commenti
Quando manca il verbo per il troppo indugiare si accavalla il cuore ma rimane muto creando sempre più un distacco, forse chilometrico.
Apprezzata, grazie