Il mare ruggiva con forza
per raggiungermi almeno col suono
ed io chiusa rinchiusa
prigioniera di sbarre
ruggivo dentro
di un ruggito più forte
per ringraziarlo.
“Calma la mia sete
e la mia fame di evasione
calma la mia carne che bolle
e ribolle frenata
e sfrenata si piega dolente”.
Io prigioniera di sbarre
ringrazio quel ruggito smodato
che nell'inganno dei sensi
mi rende la vita.

Commenti
Molto bella , complimenti .