a seminare e cogliere il frutto.
Le stesse mani ladre
quando abusano dei doni.
Li pretendono.
L'aria avvelenata.
Dominio e non condivisione
della bellezza.
La madre, la dea, la morte.
Quando sfidi e non ami
chi ti ha plasmato ed allevato.
Quando laceri il seno
che ti ha nutrito
e togli i polmoni
a chi ti ha fatto respirare.
Ti ha perdonato
figlio ingrato, cento, mille volte.
Ma oggi urla il suo dolore.
Vomitano i fiumi.
Frana la pietra.
Tuonano i cieli come non mai.
Le mani nella terra,
che tornino carezze.
In un sorriso di sole
lei ci assolverà.
Sera negli occhi
e profumo di camino.
Settembre nell'immaginare solitario.
Pioggia e plumbeo sguardo da un cielo ordinario.
Son così le ore...
Nel mio tempo andato.
Nel vivere morto e inchiodato.
Vedo cartolerie,
penne
e quaderni,
li assaporo lentamente
li guardo distrattamente dalla vecchiezza.
Sera di pagine e insegne,
di libri sfogliati.
Sera come altre,
diversa,
accennata nel finire.
Profumi e balocchi
Quaderni e rintocchi.
Questa è la mia sera...
D'inchiostri e ricordi.
e il pescatore appar triste
nel guardar quel cane
che s'aggira
annusando muri ammuffiti
mentre nel rintocco
delle campane ai vespri
ammantate d'antica malinconia
anziane donne
s'avviano al rosario
Piove
e il mare canta il suo ondeggiare
che si traveste tra tuoni e baleni
di spume biancastre
non domanda - non spiega
e non risponde - ma incanta
nell'infuriar di tramontana
Piove
e l'irrequieta pioggia
si mescola al vento
denuda gli alberi
assaliti d'infinita tristezza
mentre il suo ticchettio
silenzia il lamento del sole
prigioniero dei nembi
Sovrumano esercizio
è custodire un fiore
senza che un petalo
si perda
nei diversi percorsi
e nei bui più bui,
e portarlo alfine
a sfidare l’inverno
e vedere che neppure uno iota
del suo splendore
ha ceduto all’infuriare
della tempesta.


