Avrei voluto fermare il tempo
ma non m'apparteneva,
come non m'appartenevi tu.
Spumeggianti ore
trascorse nell'oblio
non allontanarono
quell'ovattato eco
preludio d'addio.
Eri frutto d'illusione,
costruita per i piaceri della mente,
dissolta come nebbia
al primo raggio di sole.
Cercai d'afferrare
quel sole sfuggente,
ritrovandomi colmo d'ustioni
i cui gradi si confusero
con strati di pelle
caduti col plasma,
come le mie sicurezze,
liquefatte
nello spazio d'un attimo.
Raccattai ciò che rimase
tamponando ferite
che bruciando s'espansero
fino a toccare l'anima.
Non concessi alle lacrime
di rovesciarsi su chi
era rimasto solo e nel calvario,
come me.

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