Riempie il cielo la pioggia,

stilettando l’etere polveroso,

di corsa anch’essa,

come ogni animo sopito.

E vedi nel muro d’acqua

cieli sempre più scuri,

cercando con le unghie

di squarciare il cupo piombo,

alla scoperta di orizzonti luminosi…

La lentezza di fragranze nuove e antiche macerie.

Camminando per distese erbose,

l’ampiezza di un mondo lento

assapori, capendo dolcemente,

su colli esplosi di stelle,

che dal buio nasce la luce.


Profilo Autore: Giona Ghimenti  

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Commenti  

P.F.
# P.F. 31-07-2012 09:22
;-)

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