Cristalli di sputo galleggiano nell'aria
attratti dall'energia statica dei miei capelli.
Come quattro soli e quattro lune
i cerchi concentrici degli occhi
circoscrivono il campo visivo,
si dilatano e si assottigliano
limitando la conoscenza
allo spazio inquadrato,
alle idee messe a fuoco.
Bolle di fango gravitano nei miei pensieri
avvolte dal tepore che rilascia il cuscino.
Come cinque dita ed un pennello
la sinuosità del progetto
si riversa nell'incubo notturno,
si compone e si scompone
allungando la durata della notte
fino oltre le prime ore dell'alba,
nelle sei tonalità del nero.
I miei figli frattanto volteggiano dentro di te
spaventati dal ghiaccio del cuore.
Come un albero e cento rami
la stabilità delle loro ambizioni
si misura col peso della neve,
si abbandona e si contrae
liberandosi dai nostri ideali
talvolta discordi, talvolta lontani,
per centouno notti ancora.
