Cammino, lungo la strada
tutto quello che vedevo prima
è sparito.
Non vedo i colori, non sento i profumi
solo una cosa cattura la mia attenzione.
L’asfalto emana un odore particolare
dopo che ha piovuto
di polvere.
Come quel giorno
che te ne sei andata
niente aveva senso.
Tutto passava inosservato
davanti agli occhi solo nero
e quell'odore sgradevole.
Tutto era sparito,
adesso dopo tanti anni
il dolore è ancora tanto.
Ma ho lottato
con tutte le mie forze
per te madre.
tutto quello che vedevo prima
è sparito.
Non vedo i colori, non sento i profumi
solo una cosa cattura la mia attenzione.
L’asfalto emana un odore particolare
dopo che ha piovuto
di polvere.
Come quel giorno
che te ne sei andata
niente aveva senso.
Tutto passava inosservato
davanti agli occhi solo nero
e quell'odore sgradevole.
Tutto era sparito,
adesso dopo tanti anni
il dolore è ancora tanto.
Ma ho lottato
con tutte le mie forze
per te madre.
6 commenti
Ecco
ti ascolto
comprendo
ciò che è stato
vedo
anche l’invisibile
credo
in ciò che mai
mi hai voluto dire
sì
ci sono
tocco
il passato
specchio
il presente
sfioro
i tuoi occhi
pregni di parole
a te
che sembri lontana
eppure
mi lambisci
come onda
leggera
su spiaggia
inerme
ti ascolto
comprendo
ciò che è stato
vedo
anche l’invisibile
credo
in ciò che mai
mi hai voluto dire
sì
ci sono
tocco
il passato
specchio
il presente
sfioro
i tuoi occhi
pregni di parole
a te
che sembri lontana
eppure
mi lambisci
come onda
leggera
su spiaggia
inerme
Ti conobbi negli occhi di mio padre
fulgide fiamme d’amore impregnate
E fu così che conobbi mia Madre
nel lieve abbraccio protetto
Riconobbi mia Madre
in quella Madre piegata dal dolore
dove le labbra serrate
urlavano al mondo la sua amputazione
Rivoglio mia Madre!
Così come la vita ha forgiato
con tutte le sue rughe
e i suoi sospiri appesi
Ti riconosco Madre
nei segni della mia carne
negli orecchi i ripetuti fiati
che ancora non sono ricordi
Ti abbraccio Madre
in quell’entusiasmo da sempre negato
e slego gli arbusti lasciandoli liberi
A Te Madre regalo l’amore filiale.
fulgide fiamme d’amore impregnate
E fu così che conobbi mia Madre
nel lieve abbraccio protetto
Riconobbi mia Madre
in quella Madre piegata dal dolore
dove le labbra serrate
urlavano al mondo la sua amputazione
Rivoglio mia Madre!
Così come la vita ha forgiato
con tutte le sue rughe
e i suoi sospiri appesi
Ti riconosco Madre
nei segni della mia carne
negli orecchi i ripetuti fiati
che ancora non sono ricordi
Ti abbraccio Madre
in quell’entusiasmo da sempre negato
e slego gli arbusti lasciandoli liberi
A Te Madre regalo l’amore filiale.
Ho scritto di vita e di respiri
di gioia e di dolore;
Di mare, di fuoco e di deserti
Ho scritto di solitudine;
Di lacrime e disperazione.
Dell'anima, del cuore, di speranza
e dell'amore;
Di pianti di bambini e di allegria.
Di Dio non ho mai scritto
di Dio e di te, Madre mia.
di gioia e di dolore;
Di mare, di fuoco e di deserti
Ho scritto di solitudine;
Di lacrime e disperazione.
Dell'anima, del cuore, di speranza
e dell'amore;
Di pianti di bambini e di allegria.
Di Dio non ho mai scritto
di Dio e di te, Madre mia.

Mia madre fragile
ogni giorno un po' più piccola
occhi cattivi per nascondersi
parole di rovo
abbracci stuccati
senza appello
con troppe parole
senza parole
vederla ridere
ancora
almeno una volta
davvero.
ogni giorno un po' più piccola
occhi cattivi per nascondersi
parole di rovo
abbracci stuccati
senza appello
con troppe parole
senza parole
vederla ridere
ancora
almeno una volta
davvero.
Non potrò mai capire il tuo dolore
per avermi dovuta lasciare,
non potrò' mai perdonare CHI?
per averti cancellato
per sempre dalla mia esistenza.
A te questo mio pensiero
dopo anni trascorsi
negando di averti amata
soffrendo desolata.
A te il bello di questa vita
che non avrei potuto vivere.
per avermi dovuta lasciare,
non potrò' mai perdonare CHI?
per averti cancellato
per sempre dalla mia esistenza.
A te questo mio pensiero
dopo anni trascorsi
negando di averti amata
soffrendo desolata.
A te il bello di questa vita
che non avrei potuto vivere.
In sogno m’appare quel lungo viaggio
fatto all’interno del tuo caldo grembo,
cosciente ero d’ogni cosa tu pensavi,
gioivo con te d’una emozione che provavi.
Mi trovavo con te a dividere il tuo coraggio,
vivendo sol nascosto nel tuo piccolo lembo.
Ogni tuo riso nel cuor mio echeggiar sentivi,
con ogni tuo pianto, di tristezza l’occhi miei coprivi.
Bella e irripetibile esperienza feci da nascituro,
mentre da neonato poi vidi un mondo ben più duro.
Nell’ultimi attimi di gestazion tua desideravo
nascere in fretta, perché così potevo
vedere in viso l’Angelo che per cotanto tempo a sé mi tenne,
legato stretto teneramente, mentre facevo le nanne.
Piansi allor silenziosamente e calci ti davo,
ma non per farti male, sol per dirti che c’ero e già t’amavo;
dal tuo corpo nutrivo le mie membra continuamente,
per crescer forte e sano, lo leggevo nella tua mente.
O Madre mia adorata e dolce protettrice,
il ricordo è quasi nullo, ma il sogno me lo dice
che tu fosti quell’Angelo, unico, insostituibile
e che la Vita tua dedicasti per un evento sì auspicabile
per la nascita d’una creatura tanto desiderata,
che d’abbracciar col tuo sorriso non ti sei mai stancata.
Ringraziarti ora io intensamente voglio,
scrivendo qualche verso su questo tenero foglio!
fatto all’interno del tuo caldo grembo,
cosciente ero d’ogni cosa tu pensavi,
gioivo con te d’una emozione che provavi.
Mi trovavo con te a dividere il tuo coraggio,
vivendo sol nascosto nel tuo piccolo lembo.
Ogni tuo riso nel cuor mio echeggiar sentivi,
con ogni tuo pianto, di tristezza l’occhi miei coprivi.
Bella e irripetibile esperienza feci da nascituro,
mentre da neonato poi vidi un mondo ben più duro.
Nell’ultimi attimi di gestazion tua desideravo
nascere in fretta, perché così potevo
vedere in viso l’Angelo che per cotanto tempo a sé mi tenne,
legato stretto teneramente, mentre facevo le nanne.
Piansi allor silenziosamente e calci ti davo,
ma non per farti male, sol per dirti che c’ero e già t’amavo;
dal tuo corpo nutrivo le mie membra continuamente,
per crescer forte e sano, lo leggevo nella tua mente.
O Madre mia adorata e dolce protettrice,
il ricordo è quasi nullo, ma il sogno me lo dice
che tu fosti quell’Angelo, unico, insostituibile
e che la Vita tua dedicasti per un evento sì auspicabile
per la nascita d’una creatura tanto desiderata,
che d’abbracciar col tuo sorriso non ti sei mai stancata.
Ringraziarti ora io intensamente voglio,
scrivendo qualche verso su questo tenero foglio!
Madre, è stato triste il tuo destino
tu non ci vedi più da anni, ma io ti sto vicino.
Il cielo, le nuvole, il sole io ti racconto con emozione,
tu immagini, poi vedo il tuo viso illuminarsi con soddisfazione.
Per tutte e due questo mondo assaporo con amore,
eppur i veri ciechi son quelli che hanno chiuso il cuore.
tu non ci vedi più da anni, ma io ti sto vicino.
Il cielo, le nuvole, il sole io ti racconto con emozione,
tu immagini, poi vedo il tuo viso illuminarsi con soddisfazione.
Per tutte e due questo mondo assaporo con amore,
eppur i veri ciechi son quelli che hanno chiuso il cuore.
Sono nata come ha scelto Dio
ed un urlo Ti ha spezzato il cuore.
Era il '48 di un novembre bastardo.
Case martoriate dalla guerra,
la povertà coltivata sotto casa,
mio Padre con la pialla in mano.
Sono nata come Figlia di Dio,
bella, gioiosa, con le gambe spezzate.
La mia nascita, Ti ha reso "dura",
imbronciata, sconfitta davanti alla vita.
Forse, non mi hai mai amata,
maldetta, non accettata.
Volevo al pari di una farfalla
coltivare le mie ali, ridere al vento di maggio,
creare pensieri e fantasie da regalare.
Ho sofferto Madre di un dolore non compreso.
Sola sui libri di scuola, a desiderare l'amore,
la mano di un uomo da tenere sul cuore.
A scrivere Poesie per il gusto di fuggire
verso la libertà che è raziocinio e pazzia.
Sono nata, Madre, per farTi soffrire,
per tenerTi lontana dagli altri,
per non sentirTi una donna appagata.
Eppure, Ti ho voluto bene,
con la voglia di essere sorelle.
amiche, unite dallo stesso "dramma".
Oggi che non ci sei più in parte sono già morta.
Ancor più sola. Abbandonata al balcone.
Rattrappita in una inutile speranza.
Seppur con i capelli grigi
ancora amo, tenendo al caldo
l'ombra di questo corpo.
ed un urlo Ti ha spezzato il cuore.
Era il '48 di un novembre bastardo.
Case martoriate dalla guerra,
la povertà coltivata sotto casa,
mio Padre con la pialla in mano.
Sono nata come Figlia di Dio,
bella, gioiosa, con le gambe spezzate.
La mia nascita, Ti ha reso "dura",
imbronciata, sconfitta davanti alla vita.
Forse, non mi hai mai amata,
maldetta, non accettata.
Volevo al pari di una farfalla
coltivare le mie ali, ridere al vento di maggio,
creare pensieri e fantasie da regalare.
Ho sofferto Madre di un dolore non compreso.
Sola sui libri di scuola, a desiderare l'amore,
la mano di un uomo da tenere sul cuore.
A scrivere Poesie per il gusto di fuggire
verso la libertà che è raziocinio e pazzia.
Sono nata, Madre, per farTi soffrire,
per tenerTi lontana dagli altri,
per non sentirTi una donna appagata.
Eppure, Ti ho voluto bene,
con la voglia di essere sorelle.
amiche, unite dallo stesso "dramma".
Oggi che non ci sei più in parte sono già morta.
Ancor più sola. Abbandonata al balcone.
Rattrappita in una inutile speranza.
Seppur con i capelli grigi
ancora amo, tenendo al caldo
l'ombra di questo corpo.
A te o madre
che fantasticavi i miei momenti
primi passi
alla luce del mondo!
A te o madre
che navigar mi hai fatto le acquee della vita nel grembo tuo!
Mesi di tempeste e quiete gravida di felicità!
A te o madre
che fedele nel silenzio m'amasti
nel fluire delle mie stagioni!
A te o madre
che fortezza in terra fosti nei miei passi,
angelo stupendo
che dal cielo mi sorvegli!
che fantasticavi i miei momenti
primi passi
alla luce del mondo!
A te o madre
che navigar mi hai fatto le acquee della vita nel grembo tuo!
Mesi di tempeste e quiete gravida di felicità!
A te o madre
che fedele nel silenzio m'amasti
nel fluire delle mie stagioni!
A te o madre
che fortezza in terra fosti nei miei passi,
angelo stupendo
che dal cielo mi sorvegli!






