Premessa:
scrivo come posso, ho la terza media, faccio errori e spesso ciò che scrivo dopo un po' nemmeno mi piace, quindi se qualcuno volesse criticare anche aspramente le mie "poesie", probabilmente, troverebbe in me un alleato.
Ecco, outing fatto.
Veniamo al discorso commenti.
E' difficile per un poeta commentare il lavoro degli altri, specialmente adesso che siamo rimasti in pochi, il rischio è quello di ripetersi, soprattutto se di commentare non ce ne può fregare di meno.
Quindi non ha senso metterci qui con i "se" e con i "ma": commentare è una rottura! A noi piace scrivere poesie, mica post.
Il problema vero è la visibilità, o meglio l'interesse che ottiene la poesia (poesia in senso assoluto), dato che da sempre se la calcolano in pochi... Siamo sempre in più a scriverla e sempre in meno a leggerla... Figuriamoci! Servirebbe un pubblico esterno, per così dire, di lettori interessati a valutare ciò che il Club propone, ma anche questa è pura utopia.
Onestamente il problema del poeta del nostro tempo è quello di scadere spessissimo in un intimo triste e noioso, relegando le proprie frustrazioni in testi "ermetici" sui quali lampeggia un "IO SONO COSì" che toglie a chi legge la possibilità di immedesimarsi e immergersi (o di capire).
Sembra quasi che si sottenda alla poesia un qualcosa di obbligatoriamente pesante e grigio, va bene il bianco e nero dei ricordi, va bene le lacrime di rugiada e brina, e le farfalle nell'anima... ma son sempre le stesse minestre.
Sorvolerò sulle "poesie del giorno dopo" quelle scritte in dedica a fatti di cronaca (e poi una volta ci son cascato anche io), ne ho lette alcune, più in passato a dire il vero, che sanno di tutto tranne che di poesia. Commenti? Non commenti? Il problema è che se si scrive solo per mostrare la propria anima, ovviamente, chi legge si stufa. Ma forse siamo tutti dei "Merini" che poi un giorno qualcuno scoprirà e diventeremo ricchi e famosi. Per il momento preferisco evitare il manicomio e se possibile scrivere di bellezza che le miserie non hanno mica bisogno dei poeti. I poeti più grandi hanno saputo scrivere (vedi Alda appunto) di bellezza nonostante tutto. Ciao.