Eccomi, non potevo lasciarti qui tutta sola ... per colpa/merito tuo, ho dovuto documentarmi a sufficienza, per lasciarti (bontà mia), il commento che segue.
Se questa poesia l’avessi scritta io, sono abbastanza certo che non avrei ricevuto tutte le attenzioni che oggi le vengono dedicate. Anzi, avrei rischiato l’effetto opposto : qualche risatina, un paio di sopracciglia alzate, forse persino un “ma che cavolo sta dicendo?"
Qualcuno mi avrebbe addirittura invitato a cambiare hobby.
E invece, scritta da Amelia Rosselli diventa improvvisamente “gioco metapoetico”, “ossessione linguistica”, “ricerca sul significante”; c’è qualcosa di affascinante nel vedere come una poesia possa trasformarsi a seconda di chi la firma.
Certo, con questa passione che brucia, che si estingue, rinasce e si auto‑commenta, ha sicuramente un suo magnetismo.
Certo, è un testo volutanente ossessivo e coerente, con “scelte stilistiche consapevoli” ... ma gioca con la lingua fino a farla traballare.
Non è il genere di poesia che amo.
Non so quale sia la tua opinione in merito ... ho notato che hai volutamente evitato di esporti, alla presentazione di questa poesia.

Salutone