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ARGOMENTO: Una poesia di Tomas Tranströmer (1931-2015)

Una poesia di Tomas Tranströmer (1931-2015) 1 Anno 3 Mesi fa #1

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Epilogo

Dicembre. La Svezia è una nave malandata
in missione. Contro il cielo del tramonto sta
il suo albero aspro. E il tramonto è più lungo
di un giorno – la via che porta qui è sassosa:
solo verso mezzogiorno esce la luce
e il colosseo dell’inverno si alza,
illuminato da nuvole irreali. Allora sale d’un tratto
vertiginoso il fumo bianco
dai villaggi. Altissime stanno le nuvole.
Alle radici dell’albero celeste fruga il mare,
distratto, come in ascolto di qualcosa.
(Invisibile viaggia sull’altra metà
dell’anima un uccello che sveglia
chi dorme con le sue grida. Così il telescopio
gira, cattura un altro tempo
ed è estate: mugghiano le montagne, gonfie
di luce e il ruscello solleva lo scintillío del sole
nella mano trasparente… sparito in quell’attimo
come quando la pellicola di un film si spezza al buio.)

Ora l’astro della sera brucia attraverso la nuvola.
Alberi, recinti e case aumentano, crescono
nella silenziosa slavina che precipita nel buio.
E sotto la stella ancor più si suscita
l’altro paesaggio nascosto che vive
la vita dei confini sulla radiografia della notte.
Un’ombra trascina la sua slitta tra le case.
Stanno in attesa.

(da Poesia dal silenzio, Crocetti Editore , 2001, trad. Maria Cristina Lombardi)
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Una poesia di Tomas Tranströmer (1931-2015) 1 Anno 3 Mesi fa #2

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Bellissima
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Una poesia di Tomas Tranströmer (1931-2015) 1 Anno 3 Mesi fa #3

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Mi piacciono gli ultimi due versi perché mi richiamano un immaginario familiare.
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Una poesia di Tomas Tranströmer (1931-2015) 1 Anno 3 Mesi fa #4

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La poesia si gioca in un confronto tra due visioni corrispondenti a due opposti stati d’animo. Una è buia e alquanto disperata e l’altra colma di luce. A segnare profondamente la prima c’è il “colosseo dell’inverno”, luogo di sofferenza e di combattimento che segna la sopravvivenza. La vita e con essa la presenza umana in terra di Svezia sembra scomparsa. Le nuvole, a distanza infinita, appaiono come chiome di un albero celeste le cui radici affondano nel mare, nemmeno attente alle funzioni vitali che assolvono svogliatamente. In questo scenario il paesaggio ha l’aspetto di una nave in rovina con l’albero maestro distrutto e in balie degli eventi.

Ma questa rappresentazione è solo la metà che si presenta alla coscienza. Per reazione si impone l’altra metà in cui s' immagina lo splendore estivo di un sole che prende quota e vola in alto rispetto a quell’orizzonte su cui si affacciava a malapena nel periodo invernale. Al tramonto senza fine di dicembre si oppone l’abbondanza di luce nelle montagne e nei ruscelli.

La forza della poesia consiste in questo contrasto che a prima vista sembra inconciliabile tanto uno è disperato e l’altro, al contrario pieno di vita.

La duplicità però alla fine si risolve e gli alberi, le case, i recinti si rianimano nel silenzio-uno dei capisaldi della poetica di Tranströmer- della sera e nello splendore dell’astro notturno dietro una nuvola regalando un clima di attesa e speranza al poeta che sembra rallegrarsi per il comparire di una slitta tra le case e con essa della presenza umana. Franco
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Una poesia di Tomas Tranströmer (1931-2015) 1 Anno 3 Mesi fa #5

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Supenda interpretazione a analisi testuale. E, soprattutto, senza il ricorso all'IA. Un saluto.
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Una poesia di Tomas Tranströmer (1931-2015) 1 Anno 3 Mesi fa #6

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Mi hai aperto uno spiraglio di luce. Tempo fa mi ero imbattuta in un articolo di G.Linguaglossa (non vorrei sbagliare) in cui erano riportate alcune delle sue poesie. Mi è sembrato un po’ ostico come autore, almeno in quel momento. Credo che tornerò a rileggerlo. Grazie!
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Una poesia di Tomas Tranströmer (1931-2015) 1 Anno 3 Mesi fa #7

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Conosco quel bellissimo articolo su T. Tranströmer. L’autore è uno dei capisaldi, insieme a pochi altri, di riferimento non solo per il grande critico e poeta che citi ma anche per tutti coloro che si riconoscono nella Poetry Kitchen, come il sottoscritto che lavora attivamente al suo interno da qualche anno a questa parte.

Per quanto riguarda la difficoltà incontrata nella lettura dei testi del Nobel svedese mi trovi d’accordo ma con la frequentazione costante e molta pazienza si riesce in qualche modo a penetrare un po' della sua poetica che corrisponde a quanto scrive Maria Cristina Lombardi nella sua prefazione al libro citato: “La pagina di Tranströmer svela i suoi segreti dopo una lunga frequentazione, col tempo vi si scoprono tesori nascosti”. Inoltre se sei interessata all’argomento, su questo stesso Forum troverai un’altra bellissima poesia: dello stesso autore: "CARILLON", proposto qualche anno addietro e commentata dal sottoscritto. Un caro saluto
(F.P. I.)
Ultima modifica: 1 Anno 3 Mesi fa da fintipa2.
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