Mi ero ripromessa di tirar fuori dal cappello confuso di ricordi un nome desueto; stasera le mie mani son state ricatturate dall'ultimo libro che mi è stato regalato appena un paio di mesi fa: "un cappello pieno di ciliege" di Oriana Fallaci.
Questa donna mi è sempre piaciuta, malgrado non sia stata sempre d'accordo con le sue affermazioni. Schietta, concreta, una cronista d'assalto quando il sesso femminile nel giornalismo era relegato alle belle signore che "presentavano" i telegiornali in tv da dietro la loro scrivania scenica, una che aveva l'occhio lungo insomma!
Anche alla fine, ormai consumata dalla malattia, non riuscendo più a reggere la penna in mano ed a stare seduta, quest'opera la concluse qualche tempo prima di spirare. Se n'é andata scrivendo insomma...
Ho letto quasi tutto di lei ma voglio citare un frammento di questo ultima sua opera, per ciò che ha significato per lei il scriverlo, per ciò che ha significato per me il leggerlo ...e per l'affetto profondo che mi lega alla persona che me lo ha regalato:
<<Un libro ci può far piangere, ridere, ci può far porre delle domande che non ci eravamo mai poste prima, ci dà delle risposte, ci fa riflettere, ci fa immaginare di vivere la stessa storia e, leggendo, riviviamo le stesse emozioni...>>
Abbraccio