Si addormenta la sera
sulle spoglie del giorno,
tra luci che tremano piano
e silenzi di ritorno.
Le lampadine si spengono,
una ad una,
le finestre si chiudono
come palpebre mute.
E allora, piano, si aprono
le porte del sogno,
dove il tempo si perde
e si dissolve.
Se la vita è parentesi breve,
un inciso tra il nulla e l’ignoto,
la notte è promessa infinita,
un respiro più vasto e profondo
che assorbe pensieri dispersi
e li scioglie nel vuoto
senza nomi né direzioni.

Commenti
Un sogno che si veste di speranza!?
Maria Rosaria, ho molto apprezzato la tua poesia
Grazie e serena Domenica!
Caterina