Quieta l'aria del mattino sfugge piano ai miei pensieri
scendo solo su un pendio aggrappato a bianchi sassi,
colgo spesso dalla terra fiori rossi non sinceri.
Provo sempre con ardore a ritrovar i giusti passi,
gli occhi sono spenti e il cielo ormai s'offusca
un'ombra sul cammino nasconde la paura
difficile è il sentiero e la strada si fa brusca
stride forte il mio passo incollato su quelle mura.
Scorre lento il tempo delle emozioni
alta sorge una torre a spiare il paesaggio,
ricolma è la mano d'un turbinio di sensazioni.
Un ramo secco si spezza al mio passaggio
e un tuffo al cuor rompe le pulsazioni
come a mandar triste messaggio.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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