Sei la mia luce, quando brancolo nel buio,
sei la mia gioia, nei momenti più tristi,
sei la mia vista, in ogni accecatura,
sei il mio coraggio, quando ho paura.
Lassù in cielo, doveva splendere il sole,
invece le nuvole sembrano montagne,
tra una e l’altra, un poco di chiarore,
la tristezza sguazza dentro al mio cuore.
Nascono giornate assai dolci ed amare,
a volte non ci ripara neppure l’ombrello,
sin dal mattino, un giorno è già festa,
un altro è un mare in grande tempesta.
La vita è un’altalena di bene e di male,
un’alternanza sfocata di luce e tenebre,
ma per fortuna, a casa non siamo soli,
insieme a noi madri, stanno i boccioli.
Tu uomo forte, padre e marito,
sei anche luce, gioia, vista e coraggio,
tra stenti, sacrifici e tanto sudore,
non mi abbandoni, sei il mio amore.
Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza,
dopo creò la donna, l’aiuto che gli corrisponda,
attratti poi, inevitabilmente ci si piglia,
perché solo così si genera la famiglia.
però ricordo bene il profumo delle sue pastiere
che rimaneva per giorni
attaccato sul muro e nell'aria
quel profumo è ancora dentro di me
e mi fa distinguere il bene dal male
la falsità dalla verità
la libertà dalle catene
l'amore dall'odio,
il gusto della vita.
Ricordo le sue mani nell'impasto
e sembravano gesti scontati,
cosi come era lo zucchero a velo
e il desiderio di vederla sul tavolo la pastiera
dopo il lungo lavoro.
Di mia madre ricordo l'impegno
di dare un senso alle piccole cose
ed io credevo veramente che fosse lì mio Dio
la Pasqua e la passione
nello stare insieme
e nelle parole scandite dopo l'ultimo boccone:
"Era proprio buona mamma
me ne dai ancora"?
Grazie mà
Perché quando chiedo,
quando ti cerco,
se ho bisogno,
se ho paura,
e non mi sento di esserci,
tendo la mano e tu ci sei,
mamma,
una vita di sacrifici e di lavoro,
di peripezie e dolori,
fatichi in silenzio,
dai tanto e prendi poco,
e sopporti a volte il mio malumore,
grazie mà.
Oh fra tenere mani lieta posai
. . . e sembra una vita,
un vuoto incolmabile
una ferita insanabile.
Mi manca la tua voce
mi manca il tuo sorriso
mi manca il tuo rimprovero
severo e deciso
l'orgoglio di un padre forte
e valoroso
l'esempio di un uomo buono
e generoso.
Cura paziente quell'angolo di cielo
che ti sei meritato,
un giorno ci incontreremo lì
dove ora dimori
e ti parlerò di me, della mia vita
di quel bimbo che porta il tuo nome,
ti parlerò di una famiglia
distrutta dal dolore,
di un’alba senza luce,
della speranza che ogni giorno
ho nutrito . . .
di rivederti ancora!!!
un suono dolce
chiaro,
una ninna nanna nuova
una melodia scaccia via tutto il resto.
Resta con noi
la dolce attesa
del pianto di quella bambina,
resta il profumo
che sembrava sparito,
dimenticato,
resta il suono
dei violini in attesa
di questo pianto...
Ed ecco che riecheggia
una felicità mai provata,
una vita che si affaccia sul mondo.
Ed ecco che arriva
quel pianto di felicità.
sono sempre aspersi
dalle lacrime segrete
serbate dai padri;
rivoli che scorrono
a formare fili
su cui stanno i silenzi
d’una sensibilità
velata e indicibile
che nitida delinea
i profili d’un futuro
in immobile declino,
all’infinito.
nei prati secchi
dove spontanee crescono le lune.
Ho colto una rosa bianca
come il candore del tuo viso
quando ti sei spenta.
Ti piacevano tanto le rose
e rose erano i tuoi baci
sulla mia fronte acerba.
Adesso da quella nicchia di cielo
dall'immensa distesa di rose
piovono petali dai tuoi occhi
e qui sono coriandoli
che si adagiano stanchi
sulla radice dei miei alberi
nei rami protesi
ad abbracciare il vento.
Luce di madre
dammi ancora quel profumo
per amare questa vita
che indegnamente calpesta i miei passi
verso l'infinito.
Oh sapessi bimba che silenziosa
nel tuo mondo sei e
timidamente ancor adagiata stai.
Sapessi amor il cuor di te ho gonfio fin
divenir un'immenso globo a contener il mondo..
Amor di bimba sapessi come t'attendo..
Oh piccola gemma che ancor devi sbocciare
ad anima gentile a te mi porgo con
docile pensarti e senza interferire
come goccia di pioggia scivolo sul vetro,
per non disturbar la tua evoluzione..
Oh se sapessi quanti pensier la mente risveglia,
un via, vai da non trovar la strada.
La pelle aggrinza e di paura
il pensier attanaglia le viscere.
Se non potrò incontrarti la vita sgretolerebbe!
Amor di nonna sii forte e
come uccellin di bosco
metti le piume e leggiadra vola dal nido
per volarmi addosso!
Nei tuoi occhi neri
vedo tutti i miei sbagli
tutti i tuoi pensieri
ed anche i miei tagli
Nei tuoi occhi scuri
vedo tutti quei ricordi
Davanti i nostri muri
e quei vicini sordi
In quella pozzanghera rossa
Ci vedo il tuo pugno
una bambina scossa
e il caldo di giugno
Nel suo viso disilluso
non vedo niente:
Un livido sul muso
e una bocca che mente
Nei tuoi occhi neri
trovo tutte le risposte
ai quesiti seri
e alle domande poste
Nella tua mano
non vedo più niente:
solo il suo pianto
e le parole della gente
Io nei tuoi occhi neri
ci vedo i vostri passi
verso i versi più sinceri
9 mesi prima che arrivassi
Io nei tuoi occhi neri
vedo quando ci hai fatto sesso:
io nei tuoi occhi neri
ci vedo il mio riflesso.
E se lo sbaglio è questo
non so che altro fare
se non ucciderlo.
un fardello di figli inutili incoscienti
a reclamare la loro parte di eredità
tu madre assetata di cieco egoismo
lecchi il torpore nel loro tramestio
li ungi di falso puro amore materno
vai senza meta verso una latitudine
rileggi le parole acide senza senso
cavalchi il buio incosciente preda...
ove il nadir ti afferra e ti trafigge.
in un paese a forma di culla
che di brutto non aveva proprio nulla
"Paese delle mamme"
si chiamava e perciò
mi incantava.
in quel paese non c'erano abitazioni
ma di nuvole eran costruiti
anche dei treni i vagoni
ed ogni bambino felice poteva giocare
mentre la mamma un buon pranzetto
gli soleva preparare.
In quel paese la scuola non c'era
ma ogni mamma la sera al suo bimbo
una storia raccontava
mentre egli lieto tra le sue braccia
si coricava.
Ogni sera un bimbo nasceva
e aveva il cuore lieto di ascoltare
una canzoncina che la mamma
doveva intonare
con la sua voce soave
che cantava lieve
come il bel Piave
Che gran bel paese era
ed ogni sera
mi soffermo a pensare
a quelle immagini tanto meravigliose
che oggi qui vi ho voluto narrare.
Grazie alle mamme di tutto il mondo
a quelle di pancia, a quelle di cuore
perché ci hanno accolto sempre con calore!
questa casa, questo posto.
Mamma, Papà...
Ah, quanto vorrei oggi,
indossare il vostro dolore
e sentirmi morire dentro,
come quel giorno.
Potrà mai il tempo
farmi dimenticare
quel sorriso spento?
Intanto...
Ancora brilla il Sole
e qualche volta piove.
coscienza assopita
non volevi dire
per non far soffrire
La rabbia ti scuote
la bocca si scuce
il dolore ti opprime
e lui non capisce.
Tu pensi che finga
poi realizza
colpito da chi
lui ama di più.
Tutto sbagliato
occhi bendati
credere a tutto
non cogliere indizi.
Risultato nefasto
di tutti i suoi si
povero padre
per il dolore che hai.
Regalano bugie
come caramelle
e noi che lottiamo
... abbiamo già perso.
Han vinto loro!










