Sentirsi vuoti,

come appunti di se stessi

regalati ad un tramonto,

plettro d’emozioni

spezzato dal non ritorno,

come un pianto

di pianeti soli

stipato in autografi d’aurore.

 

Scambiamoci i lacci del cuore

perduti nel mar dei nostri occhi

ed i giorni s’accoccoleranno

come petali d’arpa lunare

su una margherita recisa

e ruberemo anagrammi di storie,

respiri d’anima sottochiave

che stringo ad un bacio ferito.

 

E chissà se il silenzio

addizionerà il nostro nome

come stracci di cristallo,

se mendicherà i nostri passi

sulla bocca della notte,

oh amore,

riscrivi di me

l’alfabeto del dolore,

naviga il mio petto

come un marinaio senza sole:

son volti d’addio

i nostri sguardi senza odore.

Profilo Autore: rosa dei venti  

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