Dalla piccola finestra
si perde il guardo
al ridente prato verde
di quand’era io fanciullo.
Deh, quanto vorrei tornasse
la stessa gioia di me, prima,
ora che il tempo si fa maturo.
Anche la quercia, ridente
a primavera, ora s’attrista
nel prato, ormai spoglia,
ché dell’inverno è il tempo.
E com’essa, anch’io non so,
se di nuova stagione
ancora metterò, nuove fronde.
Fuoco ardente
soldatini di stagno
sempre in bilico
tra il non essere vivi
e il non avere più forma.
Sarà un’altra terra
forse un altro sole
a svelarci il segreto
per cui tutto si muove.
Inizierà con il viaggio
senza bagagli né stazioni
sotto il simbolo che ci raggruppa
circuiti di pensieri
cuori di metallo
linfa verde nelle vene.
Diranno ch’era destino
distruggere i mondi
per farne dei nuovi.
Qualcuno si domanda
verseremo ancora
mare dagli occhi?
Non è dato sapere.
come amache improbabili
tra terra, cielo e mare
solo
il soffio del vento di bora
ci stupisce
ci stupisce ancora.
Sento lontani echi
il suono di un mandolino
il caldo vibrar delle note
di un Sud sempre più lontano.
Vicino al mio cuore
batte il battito del mondo
ché speranza mai non perde
ci sostien solo la fede
nella vita, che mai non cede.
appaiono alla luce come foglie
che il vento vorrebbe spazzar via
ma loro son troppo forti
non è tempo...
Forte questa luce di speranza
dopo tanta tempesta
è finita
o vogliamo solo crederci e sperare
oppure come tanti dicono
non è mai iniziata.
Tremule le mani al cielo
a mirar l'orizzonte
e le guerre lontane
forse troppo vicine
anche se si fa finta di niente.
Dai fuoco a questa luce di speranza
e accendi luce agli occhi
fa che questo mio poetare
non sia vago
e viaggi verso il mondo
rendendolo migliore
placando questa rabbia
che si ha dentro il cuore
ridando lucentezza
a tutte le bellezze che ci han dato
luce, luna, stelle e sole.
Figlio mio,
non ci sarà sempre il sole a scaldarti
ma capirai dalla notte quanta luce potrai essere.
Non saranno più le favole a rimboccare i tuoi sogni
ma ti farai coperta se insegnerai a sognare.
Non farti ingannare dal tempo che hai
ma cerca di respirare il tempo che sei.
Non temere di errare
perché ogni domani migliore lo sarà per questo.
E quando un giorno sentirai il gusto delle lacrime
non asciugarle, perché nel loro lento andare
sarai diventato ogni giorno più uomo.
talora ad impatto
sarà resa
ad inaridire
l'asprezza di voli sbiaditi.
Digiuno
dal crepitio dell'era
il volto riverserò
in quel domani scagliato
nel verticale inganno
Vanificato
ciò che tace
se solo un turbinio
saprà dire ciò che sa Dio
e a te
in stille accorate
lascerò le primavere promesse
nel momento in cui nasce ignora la sua natura
e non sa di questa metamorfosi deliziosamente piacevole.
Ma quando arriva il sole e lui insieme ad esso balla
ecco che diventa un bozzolo di futura creatura
che allieterà il mondo con la sua rinascita incantevole.
squarci nel cuore
canto melanconico
s'ode nell'etere,
restituisco la luce ai miei occhi
che si leva nell'alto come preghiera d'amore
ove un Angioletto ha preso dimora stasera
ora vive in eterno tra le stelle, a rimirar l'immenso,
quì tra la polverosa terra pesante di spirito
è nato un germoglio
speranza di un'alba nuova,
nel ricordo di un bimbo appena nato
divenuto lucente bagliore del cosmo infinito,
stasera lì, nell'alto dei cieli una lucina s'è accesa,
è la più luminosa della volta celeste
lì mi par di udir una flebile nota d'anima
che vola nel cor mio,
non è triste
è divenuta per sempre
una bianca visione d'amore.
Per vedere fino a che punto resisti
E tu esisti
Per questo
Fai come la neve
Seppur una volta sola dopo tanto
Scende solo quando è perfetta
Quando è il suo momento
Soffice
Pura
Bianca
In silenzio
E rende tutto uguale
Poi
Poi
Ci vogliono le sfumature
Quei piccoli diversi cambiamenti
Che la rendono colorata
Come quando si scioglie
E tutto si ricolora
E ricomincia
Animati!
È solo l’agognare
di stupidi sognatori...
Vorrei
darwin ragione
ma dovrei provare almeno
un corpo inanimato.
Alzare arto e lasciarlo andare
sperando vada
alla ricerca di ciò che manca.
Elargisca una carezza, un ceffone
senza restare peso morto
a sopportare di essere imboccato
- riuscisse mai a masticare -
Quando mistica
tra funzioni vitali, religiosa
non rientra di certo
e l’anima lo sa. Così
come ogni intelligenza sa
della propria indipendenza
di non dover pendere
dalle labbra di un fato
troppo spesso capriccioso
per poter essere vero.
Essenziale
è la ricerca della consapevolezza
di non essere
facili cartoni!






