sbiaditi di tempo passato.
Flebile è la madre da cui mi nutrivo,
lento è il mio battito quasi morente.
Il faticoso arrampicarsi su una
scala di grigi, in attesa della rinascita.
rosa, rossi, gialli, marroni
cosa dovrebbe mai riscaldare?
Puo' forse intiepidire il mio cuore
che solo vuole essere arso
dal cocente sole d'estate
o sentire il gelido inverno
che nulla vuole ingannare.
fai tremare le mie membra
odorosa nebbia
ne celi la bellezza,
ad un tratto un pallido sole fa capolino
con i suoi intrepidi raggi abbraccia il mondo
e così si apre il sipario
sinfonie di colori aprono le danze
mi immergo in essi, ne sento il calore...
Vola l'animo leggero
come questa brezza
ti sento nell'aria
sei qui, Autunno...
dove lo sguardo si ferma su quella linea
che non interrompe la continuità fra cielo e mare.
Nuvole scivolano veloci scrivendo
in un cielo slavato note autunnali
e veloci voli si disperdono senza scie
rincorsi da corrose vele
che il cuore ancora non ammaina.
La brezza ha parole salse,
invitano la rena assenziente all'abbraccio dell'onda
di un mare fattosi scontroso
e abissali correnti attirano sogni usurati.
Avanza con passo felpato l'autunno
ponendo limiti al sole
Malinconico autunno
di foglie derise,
Strappate dai rami,
gettate in mare
come conchiglie senz'anima.
Funghi lussuriosi
al profumo di mosto
levandosi il cappello
spargono aromi tra i fornelli.
Nidi di castagne occhieggiano dai ricci
in quell'intrico di bosco
dove vivono fate e folletti.
Su un cavalluccio a dondolo
nelle ragnatele in cantina
ho ritrovato il tepore
di quend'ero bambina.
Un ninnilo di legno esanime
una matitta rosicchiata in fretta,
un quadernetto
con sbavature d'inchiostro.
Il suono di un carillon,
una ballerina in tutù
e quel riverbero di sole
di un'età che non c'è più.
sole scherzoso tra le nuvole
e pietre che danzano
nei sentieri di campagna.
Alito di cavalli,
freddo di montagna
e odori di erbe secche
rassegnate al proprio destino.
Brontolio di tuoni lontani,
gemiti di vento
e stormire di foglie
nella putredine del bosco.
Vaghezza autunnale
fra gusci ispidi e iridescenti
come nel pianto luminoso
di una vita incosciente.
Striature cariche di tensione
solcano il cielo
e nascondono il fuoco dell’anima
dietro mandrie di nuvole nere.
L'autunno solleva foglie nel viale:
se sono morte qualcuno le muove,
ma son vive in posizione fetale.
Allungo il naso e quello si commuove.
Vanno in fiamme sotto un cielo sbiancato,
gli alberi sono una rete smagliata;
ora respiro col naso tappato,
la vita è nella stagione sbagliata.
Si allaga la strada senza rotonde,
qualche pensionato non trova poso,
chi ha fretta suona e qualcuno risponde.
Forse è la festa in nero dello sposo,
forse è il senso di queste vagabonde,
forse non c'è più l'attrito viscoso.
E l'autunno brucia il cuore nel gelo,
poi lo rammucchia in un cumulonembo,
mi spiffera tutto come un anelo
ma tanto tengo il segreto nel grembo.
L'autunno ora non si rade più il pelo,
l'autunno appoggia un libro sotto al gambo.
Nei tralci che già cedono le foglie
Alla terra, come uomini sconfitti
Senza forza ne gioie ne più voglie,
S’arrendono alle forbici taglienti
Di mani frettolose che nei cesti
Sistemano i bei grappoli sapienti
Con cura ed esperienza manifesti.
Il nettare nell’aria settembrina
Profuma di allegria la campagna
I canti delle donne nella brina
Riscaldano la valle e la montagna.
I giovani ragazzi portatori
Ascoltano quei canti ed ogni tanto
Rapiscono uno sguardo da amatori
Di questo vendemmiare loro vanto.
La sera tutti insieme intorno al fuoco
Acceso per cantare in allegria
Si onora la vendemmia e per un poco
Si scorda la fatica in compagnia.
d'estate
vogano i sensi,
le percezioni si acuiscono
nella dettata fine,
la luce è un tramonto
che dura il giorno,
il vento impasta
foglie e frutti di melograno
soffiando color di corteccia
negli occhi
e la pelle si inebria
d'odor di terra bagnata
dalle ancor timide piogge.





