vorrei che l’amore fosse come neve
accarezzasse i nostri capelli
sbalordisse i nostri occhi
e si sciogliesse sulle nostre labbra
fino a farci straripare il cuore
di avanzare passo per passo
oltre lo stantio trascinarsi
tra le rovine e i ruderi
di questo solito albeggiare
In silenti e affascinanti movenze
scende placida questa neve
scindendosi calma e sapiente
in unici cristalli diversi
lievi e pacati
come le anime ammaliate
dal freddo candore
che purifica e innamora
E inseguo quel fiocco di neve
a cui mi voglio aggrappare
l'osservo danzare
in un magico assolo
e sulle ali del vento
lo vedo e anelo come esso
volteggiare e svolazzare leggero
e planare poi lieve
su petali di profumose vite
e spine pungenti
che graffiano e segnano
Cresce ancor più pedante
il desio di strattonare forte
quest'anima assopita
e galleggiante nel vuoto
ha bisogno
di sentir riemergere ancora in essa
quello scorrere fremente nelle vene
d'infettarsi ancora
di vita vera
Lame di cielo
a fiotti cadono
nevica
sulle dita
e il sangue fatica
a liberare il canto
Al letargo del ciclamino
mi porta il sonno
fiato delle corolle
il labbro s’è contratto
al bacio della stagione



