IN QUESTA TRAGEDIA avrei voglia di scrivere d'amore
Quella che stiamo vivendo è una tragedia, al cui interno ce ne sono molte altre, magari meno visibili, ma non per questo meno tragiche.
Tra queste c'è la frustrazione del personale sanitario, la rabbia di sentirsi chiamare “eroi”, con la consapevolezza che un paese che ha bisogno di eroi è un paese sbagliato.
Tra queste c'è il prezzo troppo alto da pagare da parte di quelli che sono considerati “eroi”, a molti dei quali non si garantiscono nemmeno gli strumenti minimi per proteggersi o per non contagiare le persone che si dovrebbero aiutare.
Tra queste c'è l'impossibilità dei famigliari di stare vicini ai loro congiunti malati.
Tra queste c'è l'indicibile solitudine di chi si ammala e soffre e muore senza nessuno accanto.
Tra queste c'è lo strazio di non poter nemmeno fare un funerale per ricordare i propri cari.
Tra queste c'è il dover sentire le assurde voci di persone che riducono la tragedia che il mondo intero sta vivendo ad una complottistica esagerazione, a un fumo negli occhi per coprire chissà quali altri oscuri disegni.
Per il lavoro che faccio (sono tra coloro che debbono continuare a lavorare) leggo continuamente lettere e testimonianze strazianti, per le quali non c'è nemmeno spazio per darne voce. Quindi, sono testimonianze doppiamente strazianti, condannate a soffrire in silenzio e a perdersi nell'oblio.
Non siamo capaci di trasformare quella che viene considerata una sottrazione insopportabile della nostra libertà (una sottrazione limitata nel tempo, alla durata dell'emergenza sanitaria) in un'occasione per sacrificare le nostre personali ragioni a una ragione collettiva ben più importante. Mi chiedo se sia davvero una rinuncia così insopportabile quella di restare semplicemente a casa. Eppure anche questa, per tante persone, sembra una rinuncia esagerata, un prezzo troppo alto da pagare, forse solo perché si pensa troppo a se stessi e troppo poco all'altrui dolore.
In questa tragedia senza fine avrei quasi voglia di scrivere d'amore, di quanto sia bello il mondo che senza di noi sta tornando a respirare, degli abbracci che non ci possiamo più dare, tutto questo forse come antidoto al dolore che si prova o forse come un respiro dall'ultima bolla d'aria, quando ci sembra di annegare.