Sposo la filosofia orientale per cui la vita è un grande sogno, un'illusione, quindi perfino solo sopravvivendo siamo già legati a un sogno. Che differenza c'è dal sogno notturno a quello che copre le restanti ore? Nel primo una volta svegli ci rendiamo conto d'aver sognato. Nel secondo sarà solo nel momento del trapasso che ci renderemo conto
di aver sognato. In fondo se analizziamo un ricordo solo la nostra memoria ce lo passa per reale, per le impressioni forti che ci ha lasciato dentro, ma non c'è più nulla. O forse non c'è mai stato, chissà. Diamo per scontato che le nostre percezioni siano affidabili. Vediamo, sentiamo, tocchiamo e tutto sembra concreto. E se queste percezioni ci ingannassero?Un daltonico non vede veramente i colori come sono, il cieco non vede nulla. Siamo sicuri noi di vedere,intendo vedere davvero la realtà? Analizziamo la realtà attraverso i sensi, ma i sensi sono infallibili? Quindi giusto o no noi stiamo già sognando che sia il sogno meraviglioso o un incubo...Per questo non mi porrei il problema ma cambierei la domanda in "quanta importanza ha sognare?" Ovviamente sto parlando a livello assolutamente personale tanto per dare un punto di vista in più,proveniente però non da una fantasia ma da qualcuno un pochino più antico e famoso di me :Buddha. Buona poesia , buon sogno e buona realtà a tutti...