Un’ora, l’ultima:
quella del prete,
della sigaretta;
non vedo più vicini
i cigni dello stagno
e son fuggiti
anche i pettirossi,
inorriditi
da tanta crudeltà.
Sento un lamento
dietro le siepe
nel boschetto,
fra i pioppi infreddoliti
nell’attesa:
forse è un cuculo
a lamentarsi
e tremo anch’io.
Sono pronto, adesso
la benda è nera:
e il suono del diapason
non ripeterà
più di una volta
il "la".
