avrai notti gelide
in cima all’inverno
mormorò
scorrendo siepi
giù nell’orto
il vento

già nudi i rami
spoglie le piante
e colmo il sentiero davanti

per foglie gialle
in autunno declinanti
per quanti pensieri
di malinconia danzanti

stringo al camino
quelle parole
ora lingue strane
perché d’ultima stagione
l'intera vita a saltare in gola

quando dorme la campagna
gravida e il vomere riposto
ricordi solo il seme

come non arriverà al frutto
la tua speme
salendo sui campi di papavero
rossa la spilla

e lo capisci dal mucchio di cenere 
covando una scintilla 



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Profilo Autore: puerlongaevus  

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Commenti  

Sisifo Gioioso
+1 # Sisifo Gioioso 29-12-2024 21:58
Sicuramente l'autunno, e anche l'inverno, sono le stagioni più consone alla tua poesia, fatta di tristi pennellate di nature morenti
puerlongaevus
# puerlongaevus 29-12-2024 22:05
pur tristi e morenti, caro amico, hanno il loro fascino , languido magari anemico :-)) , però di mistero alzando baveri alla nebbia, avvolti d'un vecchio pastrano, tasche sfondate perchè avevo la sua mano...un brivido, se pensi al torrido d'estate che pur scopre, sì, ma d'un appicicaticcio ahi, ....grazie , un salutone mentre stavo a correggere ancora , byby vir
ioffa
# ioffa 30-12-2024 10:30
Di fatti io non reggo più neanche l'estate… troppo appiccicaticcia… l'inverno troppo gelido… l'autunno troppo triste… la primavera troppo illusoria… e le mezze stagioni non sono mai contate nulla. Quando vivere? Chissà su Marte come vanno le stagioni.
puerlongaevus
# puerlongaevus 30-12-2024 12:38
grazie Ioffa e che dire, meglio su marte, sì un cinghiale e un orso stanzianti lassù non sarebbe poi tanto male, lontani da tante gazzarre che si verificano quaggiù, con certi nematodi striscianti , del tipo il galafiro zaffante ahhhhhh quell'indiana o apacho che lo difende sempre nel chiedere il ritiro all'autrice, bè che c'è ormai da dire, amen, anzi buon anno a te c i vuole, sì, ciao vir

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