Il ventilatore è intristito
Confonde una storia nel mito
di una morale fin troppo lontana

E cioè che l'estate non ha un viso
ma è solo il fervido immaginare
di una tramontana

E sfinito gli chiedo una chiesa 
Non una porta ma una chiave segreta
per scartare l'ovvio come una sorpresa

A testa bassa
non mette bocca tra moglie e marito
o sulle fedi, ma se non le passa
non ci mette molto a portarti via il dito

In quella griglia smerigliata che pensa?
Che per nessuno sa cosa
Ha perso la pazienza
Come l'idiozia di ogni essere umano:
che scommette sul fuoco
e sull'inverno ci mette la mano
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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