Un mattino,

in un angolo del portico

di una città deserta,

un tizio prese a calci un cartone

e se ne scappò via.

 

«Scappa, scappa farabutto!»

mormorò il vecchio barbone,

alzando gli occhi al cielo,

per sgridare  il suo dio,

che non lo aveva avvertito.

 

Una signora con lo scialle

dall'orecchio sopraffino,

gli gridò sottovoce, 

da una finestra, lì vicino,

di non nominare, invano, 

chi gli aveva dato quella croce.

 

Con un inchino di riverenza,

verso quella donna piena di sapienza,

che ancora lo malediceva,

il vecchio si mise in cammino,

con il suo cappotto a toppe

e, come facevano i ciclisti, 

una volta,

con il foglio di giornale sotto.

 

«Sarebbe bello, prima o poi, 

raccontare la mia storia

a qualche passante

che non mi vedesse

solo come un mendicante!»

pensava, quando qualcuno, 

in giacca e cravatta, 

gli passasse accanto.

 

Ma così andava la vita,

se la si voleva vivere

e non si voleva

perdere l'occasione

di certa frutta bella  rossa,

in vista sul banco del mercato,

che era una tentazione 

da non lasciarsi scappare.

«Dopo tutto» pensò il vecchio

«per una mela,

l'umanità intera

aveva già pagato le sue pene.»

 

In un angolo della piazza,

abbagliava pure se c'era nuvolo,

il marmo bianco della Cattedrale.

Con i soldi della questua  

le avevano rifatto il tetto.

«Se il cemento non fosse duro da masticare,

per anni interi ci sarebbe da mangiare!»

 

All'ora del vespro,

quando i cuori erano  più sensibili,

la sua vecchia mano tesa,

da riempire  con qualche monetina,

era l'occasione,

per i fedeli,

con poca spesa,

di guadagnarsi un pezzo di  paradiso.

 

Il bicchiere di latte caldo,

bevuto  in un cantuccio del chiosco,

a lato della stazione,

era il prezzo che pagava

per mezz'ora di calduccio

e per farsi coraggio,

che poteva andare peggio.

 

Venne, infine, la notte

e, nella sua casa di cartone,

si accomodò il vecchio barbone,

sperando che il suo buon dio

facesse più attenzione

a chi, come lui, 

viveva nel timore

di non svegliarsi di buon'ora.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Ardoval  

Questo autore ha pubblicato 9 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Fone
# Fone 07-04-2021 16:52
Una bella canzone. Mi sembra rotta nella rima, il suono non è subito melodioso nel senso che lascia un po' zoppicare la rima che infatti non è baciata ne lineare, sembra quasi che descriva a tratti l'avanzare del barbone oppure il suo pensiero a volte fratturato e per farla semplice: matto. Però è un punto di vista molto particolare, che fa comprendere bene e lascia molto entusiasti per il punto di vista che descrive così minuziosamente queste scene.
Ardoval
# Ardoval 13-04-2021 11:55
Buon giorno, grazie per il commento.

Preciso che non era mia intenzione comporre versi a rima baciata, per cui a zoppicare, semmai, è il povero vecchio barbone.
Il punto di vista è quello del barbone che "vive" la sua giornata tipo.

Di nuovo, buona giornata

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.