FIati sospesi, luci fioche, madri sole. 
Steppe di città, borghi senza volto, squali nei tombini. 
Paté di odio sulle tartine al bar.
Finestre gelide, ragni obesi in soffitta , 
sguardo disilluso, cuore meccanico,
pelle fritta dai gas di scarico. 

In equilibrio tra litio e pazzia,
tra brivido e agonia,  
cerco una risposta negli occhi multimediali di un bambino, 
nell' iperattività di un vecchio in calore, 
nella dedica social di due innamorati asociali.
 
Fatica, riluttanza, decadenza. 
Anima spossata. 
Un pianoforte però suona ancora, 
è lì sul marciapiede
e ferma il mondo...
La sua ballata scandisce i miei sospiri. 
Chiudo gli occhi, 
spalanco la braccia, 
mentre la folla strattona,
calpesta, sovrasta, disarma. 
Ma Nulla importa se l'anima è a due metri dal suolo. 
Volo senza corpo,
etereo nell'etere,
vivace tra le nuvole, 
disciolto nel vento,
di uno spartito senza tempo.
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Profilo Autore: Fabrizio  

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Commenti  

Catilina
# Catilina 26-06-2022 13:19
quello "spartito senza tempo" chiude eloquentemente un'incalzante e vorticosa poesia...

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