Mi fu detto da non ricordo chi
che la felicità in fondo non esiste,
chiusa com’è in lampi ‘sì veloci
da non vederne mai i traccianti,
smarrita prima ancora d’esser cosa
tra le febbri d’un qualsivoglia pugno.

Per di più, mi venne poi raccomandato
di non ingurgitar profumo seducente
che sbanda all’improvviso sulla testa
giacché vigliacco e lesto si dilegua
al primo accenno del mutar di vento,
al primo domandarsi che cos’è.

Non c’è, pertanto, Madame Felicità
se tutto cade e tutto ricomincia
appena il mio sorriso prende forma
e ancor prima di veder la scena
come un mancato re lui si dispera
e rientra in cella a riscontar la pena!
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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