Ti porto con me nella tomba dei perché
e sono ambra di te prigione,
alcova estinta della ragione.

Ti porto nelle pieghe del sangue
tra questa pioggia
che negli occhi langue.
Scorre il morso del pupazzo
nel termine di sciolte colline,
nel fuso sorriso d'un pazzo.

Scorre e sera avvolge
un ombrato sentiero
che più sconvolge.
Eri amore nelle maree
d'inesistenti odissee,
fuoco di gesso
nella polvere del nostro amplesso.

Ora nella dissolvenza del correre,
vedo solo distorti flussi
persi nelle pozze sepolte,
nelle stanza a cui ancora bussi,
nelle scene dipinte su dimenticate volte.

Ora son statica mossa
appesa sulla tua fossa.
Ora son ambra di selvaggio pino
e nella notte osservo
il mio lontano destino.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Commenti  

Catilina
# Catilina 17-06-2022 10:58
Notevole, congratulazioni ...
Simone
# Simone 17-06-2022 20:19
Bellissima poesia...
Un saluto Giancarlo
genoveffa frau*
# genoveffa frau* 18-06-2022 18:53
La preziosità dell'ambra nelle sue rare rappresentazion i accompagna fino all'ultima sosta, brilla come un faro sul selvaggio pino!
intensa e preziosa questa tua Ambra, complimenti!
Tea
# Tea 23-06-2022 11:33
Bellissima

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