Se non mi chiamassi Nibbio, chi ci capisce è bravo

vorrei scrivere versi degni del Dolce Stil Novo,

nessuno si rivolti nella tomba, stile volta Gabbana,

sconvolti che alla Fata alletti assai la Durlindana.


Aletto, era una furia in un’Eneide da film porno,

sulle cime del Pornaso scrive versi d’alto bordo,

non riuscendo – come i Giuliani- a batter metri in anapesto,

le riviste le rispondono: «ripassi nel 200 avanti Cristo».


Se non mi chiamassi Griso, chi ci capisce è bravo

Malena Mastromarino, eletta col Pd, recita in Uccelli di Ruvo,

la lista Forza Italia rigurgita olgettine e olgettini,

Rolling Stones millanta che a troie ci manderà Salvini.


Saviano, Edizioni Mondadori, romanziere della Mala Vita

raccoglie assegni in bianco con due svolazzi di matita,

beati i mestieranti, di essi è la repubblica dei valentuomini,

scarto sotto scorta, finge di credersi Salvemini.


Chi ci capisce è bravo, in questo mondo di fake news,

forse nel 2070 trionferà cassoeûla con cuscus,

Berlusconi avrà trent’anni, il Papa sarà marziano,

i romani, col canotto, fuggiranno a Città del Vaticano.

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Profilo Autore: Ivan Pozzoni  

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